giovedì, 27 luglio 2006, ore 00:19
è questione di respiro

Succede che torni a casa e ti ritrovi sulle spalle un cinema saltato per l'orario, una cena da preparare improvvisando e una sera in cui scopri che la tua vacanza durerà due giorni di meno e il 25 o 26 sarai già a Roma.

Succede che la Frà ti chiama dopo un paio d'ore dall'ultima telefonata in cui le dispiaceva che non ce la facessi ad andare al cinema, dicendoti che invece è stata lei a non farcela. Nel senso che United 93 è "troppo doloroso e agghiacciante" per stare fino alla fine. E la capisco, la piccola Frà, so bene cosa voglia dire non poter restare un minuto di più in un posto.

Succede che ti ritrovi a lavorare di fantasia con olive nere, insalata, pomodori verdi, sottilette, cornetti salati, mandorle, mayonese, olio d'oliva, pachino, mais e fagioli, mentre ti telefona un'altra Frà per dirti del suo compleanno per lunedì 31. E che magari invita anche Rossella.

Succede che poi ti chiama Luca per dirti che in 5 in macchina si può fare, sì, però senti Laura e poi decidi visto che lei prende il traghetto per scendere a Palermo con Maria. Allora la chiamo e tra qualche ora si sta in agenzia di viaggio.

Succede che prendi il telecomando e vai su MTv e scopri che c'è A night with... Ligabue e resti a seguirlo, mangiando la tua creazione sulla poltrona nuova di Ikea, tra tutto quello che è stato prima e quello che sarà poi. Ma il poi si manifesta immediatamente, quando dal video di Certe notti si torna in studio e il suo primo piano ti buca il cuore.

Preso alla sprovvista sei sicuro che sia Annalisa, impossibile, non può essere lei. Ma ogni volta che hai detto no, impossibile, per qualcosa nella tua vita, lo hai fatto solo perché invece era proprio così: cioè, maledettamente possibile.

Allora stavolta guardi meglio, ti avvicini, aspetti, respiri e, per una volta, la prima forse, sai che l'impossibile è rimasto tale. E tiri un sospiro di sollievo. No, anzi, un respiro di qualcosa che non ti solleva per niente.

Perché sono passati due anni da quel bacio, da quel ti chiamo che poi non chiama, ma sì ti spiegherò e invece niente più. E il suo silenzio non l'ho ancora capito. So solo che m'ha preso, portato in cielo e lasciato cadere senza paracadute.

Succede.


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