domenica, 17 dicembre 2006, ore 20:22
è questione di mani

Esse. 

C'era un pregiudicato. Uno che è stato compromesso prima, condannato poi. Lo è diventato, perché è stato spregiudicato nella sua ostentata e assoluta indipendenza di modi e atteggiamenti, privo di scrupoli. Il paese non ci crede, csconcerto, turbamento, profondo disorientamento. Perché s'è spezzato quel comune accordo su cosa pensava di lui la gente. Proprio durante il concerto in piazza, era Mozart. La composizione musicale inquinata da un colpo di pistola. Come una gran cassa fuoritempo e battuta dall'odio. Un passo dopo l'altro, e un altro, un altro. Più si avvicinava, più lo spasso stava sfumando. Tranquillo, comunque. Fermo, risoluto. Fumando l'ultima Pall Mall. Mentre il violoncellista perdeva il respiro.

E lui tirava, forte.

Soffiava, forte.

Aspettava.

Forse.

Sì.

Forse sì.

Aspettava che esse arrivassero.
O, magari, che esse non fossero.

ps. meno 14


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