giovedì, 14 dicembre 2006, ore 13:43
è questione di mani

Cuore di Cactus

Jackie, ecco qua giò. Come vedi sta bene, me ne prendo cura ogni giovedì da quando me l'hai regalato per l'inaugurazione della casa e la festa di benvenuta per la mia emmecì. Sì, non è che sia così dispendioso avere cura di un cactus, ma lo tengo sotto controllo. Credo che apprezzi il caffé, o almeno quel pò che avanza dalla mattina. Che, l'ultimo giovedì, stava come sempre nel lavandino della cucina a ciucciarsi la sua dose di acqua e sotto di lui c'era l'arabico fatto un'ora prima a scivolare via. Beh, la sera l'ho trovato meglio, visto che il giovedì prima m'ero dimenticato di farlo bere. Era più pungente, c'ho infilato l'indice per provarlo. Poi gli ho fatto gocciare dentro anche il mio sangue. Così, per non ciucciarlo io come al solito.

Solo che ora, credo, mi sta diventando vampiro. La notte è sveglio, di giorno dorme. Non posso usare l'aglio e ogni volta che mi vede entrare in bagno con un paletto di legno sobbalza. Per questo motivo non so se riuscirò mai a fargli fare amicizia con la nana da giardino; lei compra paletti ogni giorno per costruire piccozze e andar andar, andar a lavorar. Ad ogni modo sto tentando di fissargli un appuntamento con il tulipano rosso della signora di fronte. Mi fido dei desideri. Ancora, nonostante.

E' lui che me lo chiede mentre mi dice non pensare che potrei ferire il petalo del tulipano, ma fidati dell'impossibile: un cuore di cactus con le spine sa essere delicato.

ps. meno 17


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