sabato, 25 novembre 2006, ore 17:19
è questione di timpano

Ogni banale goccia di sangue

Ho tenuto l'ago in vena per 45 minuti. Questa volta plasma, per i globuli rossi ieri era troppo presto. Non sono passati ancora 6 mesi. A gennaio, credo. Nella sala d'attesa, mi guardo intorno. Come sempre. A volte lo faccio per appoggiare gli occhi da qualche parte e non pensare. Dare attenzione a quello che ho davanti per distrarmi da quello che ho dentro. Ma ieri era curiosità. Invadente, semplice, curiosità.

A prima vista, uno snob. Sarà stata la sua diffidenza e quell'orologio da 1800 euro, forse quella piccola sacca, stile lavanda per l'armadio, con il suo cellulare spaziale. Di quelli che tra qualche anno, dopo il Sudoku, l'email, i contenuti di Sky, le ricette di Suor Matilde e lo strip di Paris Hilton, ti permetteranno di orientare anche la tua sonda personale, autonomamente spedita in orbita dal terrazzo condominiale dopo averla costruita con i fascicoli settimanali di Verso l'universo - Diventare scienziati in 24 mesi.

Ma poi, con il suo cellulare spaziale, ha iniziato a scrivere un messaggio a qualcuno e, mentre le dita facevano tictac.. tactictic.., lo snob ha cominciato a sorridere. M'è pure diventato simpatico. Ah, cosa possono fare degli adorabili 160 caratteri. Detto da uno che non sopportava la dipendenza emotiva che ogni cell finisce per creare e si è ritrovato con 2 telefonini e 3 schede. Tra poco, però, number portability.

E' il sangue quello che conta, mi sono detto, mica chi lo dona.
Ogni banale goccia di sangue.

Poi mi hanno chiamato, sono entrato nella sala, mi sono sdraiato, ho tirato su la manica e spento i pensieri più scemi mentre la radio mandava una canzone, la quinta dell'album Speak For Yourself degli Imogen Heap (ascoltala pure). L'ago è entrato, bucandomi la pelle. Uno dei pochi momenti in cui riesco a non pensare a nulla.

A cicli, il sangue viene prelevato e reinserito. E a ogni ciclo mi formicola sempre il centro del petto. Forse il cuore. Boh?! Però me la sono goduta. Ho tenuto l'ago in vena per 45 minuti. Questa volta plasma, per i globuli rossi ieri era troppo presto. Non sono passati ancora 6 mesi. A gennaio, credo.

Non pensare a nulla.
Sentire ogni banale goccia di sangue.
Essere solo un corpo.

E s
opra la mia testa, il peso del cielo.


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