lunedì, 30 ottobre 2006, ore 18:43
è questione di labbra

Il disagio è creativo.

Ma c'è un paradosso. E sta nel fatto che devi scegliere: se crei, vivi il disagio. Se lo allontani, qualcosa si blocca. La chiave forse sta nella capacità di veicolare questo stato di creatività. Ma non ci riesco. Non ancora.

Dentro, c'ho stati d'animo da animale in gabbia.
Mi sembra che non ci sia tempo, né luogo.
Poi che manchi sempre troppo poco. Che, altre volte, non è abbastanza.

Nonostante sia ad un passo.
Là.

Cosa voglio dire?

Che dovrei difendermi un pò di più dall'appartenenza alla BIT generation. Quella dell'uno/zero, dell'informatica che tutto rivoluziona e brucia con velocità, innovareinnovareinnovare. Con i cellulari che ti illudono di essere mezzi capaci di ridurre le distanze, mentre stanno lì a riaffermarle con forza, quelle distanze. Perché non c'è, chi sta nella cornetta. E' dall'altra parte.

Non ci sarà mai quiete per uno come me.
Questo voglio dire. Questo è il problema.

Perché quando il paradiso è già davanti ai nostri occhi, 
l'inferno è non accorgersene.


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domenica, 29 ottobre 2006, ore 14:18
è questione di respiro

E' finita quando è finita.
Non prima.

Vale anche per Vale(ntino).
20 LAPS to Go.

Tra 69 46 ci sono +33.697
4 LAPS to Go.

Andata.

Complimenti Nick.


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giovedì, 26 ottobre 2006, ore 11:27
è questione di timpano

Cattivi Consigli
[
report, puntata del 22 ottobre ]

FRANCESCO ALBERONI
"Non so niente... non so cosa ha detto nelle intercettazioni (parlando della nomina di Giorgio Tino nel cda del Centro sperimentale di cinematografia a Roma - di cui Alberoni è presidente -, nda), ma lui è molto interessato, lui è un cineasta, lui si occupa, lui è un cinofilo, ha un forte interesse per il cinema. Io penso che questo abbia giocato, aldilà di altre considerazioni che non conosco".

Non credo ai miei occhi, ma ho creduto alle mie orecchie.
Domenica scorsa. Devo incazzarmi di più, invece di parlarne solo in redazione il giorno dopo. E non tanto per questa 'svista', quanto per tutto quello che c'è prima e resta dopo. Vedi la puntata di report.

Indignazione, la parola d'ordine di cui riappropiarsi.


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mercoledì, 25 ottobre 2006, ore 17:45
è questione di mani

Polpette in bianco, vino rosso, malinconia blu

.

Sembra quasi la felicità, sta cantando Carboni. Le mie mani sono impegnate nell'impasto di 400 gr di manzo, 2 uova, mollica di pane bagnata di latte, pecorino grattuggiato, prezzemolo e aglio sminuzzato. Sembra quasi l'anima che va, prosegue Luca. Preparo il soffritto nella padella per piazzarci nel mezzo le mie otto bombe appena ripassate nella farina. Sogno che si mischia alla realtà. E inizia quel suono adorabile.. frr.. frrr.. frrrr.. e si iniziano a dorare le polpette. Puoi scambiarla per tristezza ma (e qui l'aria comincia a sapere di mia nonna, veramente. Stupefacente. Lo stesso sapore che c'era a casa sua) è solo l'anima che sa che anche il dolore servirà. Luca finisce il ritornello, io stappo Nero d'Avola, cantina Cusumano, bevo, canto, cucino.

E faccio tutto questo con un senso strano dentro. Boh, che ne so, c'ho un pò di nodo in gola, fuori c'è il sole caldo di un autunno tradito ancora dal cielo di Roma, blu. Vado sul balcone, me lo guardo, quel cielo, mentre le polpette friggono, le mie mani sbattono e i miei occhi s'abbassano. Sono sporco di farina su maglietta e jeans.

E chissenefrega.

Poi m'arriva il messaggio di un amico, questo: la Terra gira perché dentro c'è il criceto di Chuck Norris. E m'ha fatto fà proprio una gran risata. Così, cercando in rete il nostro feticcio, ho ritrovato il blog più idiota e geniale che possa consigliarvi oggi. A voi, We Love Chuck Norris.

E questo nuovo stato d'animo, sembra quasi la felicità.

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lunedì, 23 ottobre 2006, ore 00:22
è questione di mani

BILANCIO DI UNA BILANCIA IN AFFITTO

 Settimana uno

Per il mio 32esimo mi sono regalato un appartamento. In affitto, ma sempre appartamento è. La faccenda spiega la mia latitanza. E' stato un lungo via vai. E sposta libri, e metti i vestiti in borsoni verde marcio, e carica in auto tutto il superfluo da una casa all'altra.
E, e, e.
Ancora e.
Un trasloco, per quanto temporaneo e di poco conto possa essere, è pieno di e. Almeno fino a quando iniziano i poi.
Poi inizi sistemare e cerchi una certa cosa, necessaria in quel preciso istante in cui la cerchi, poi senti una risata lontana risuonare nella tua testa e capisci che la cosa che cerchi di qua è di là. E se la sta ridendo di gusto, a vederti parlare da solo in 80 mq sconosciuti. Poi ti rendi conto del tuo caos e te la ridi da solo pure tu. Poi, però, perché prima un pò t'incazzi.

Così, in sette giorni, ho cucinato una volta, con tre cene a casa di amici e due dai miei (che sono sulla via del ritorno quando vado a ginnastica preatletica.. sì, lo so, sembra un alibi, però la strada è quella).

Mi sono schiacciato il medio sinistro per staccare un dosatore di sapone arrugginito e puzzolente, con una specie di lama bastarda che si è infilata sotto l'unghia, mmh.. avete presente quando ritrovano un piccolo pezzo di carta con una lettera sotto l'unghia di Laura Palmer in Twin Peaks?. Ecco, proprio là.

Ho esordito con la lavatrice, ho passato stracci ovunque (se la cupola di San Pietro vi sembra più lucida, beh, sono stato io) e poi il resto c'era prima e c'è adesso. Ergo, lava, fai il letto.. coff, ehm, coff, più o meno, tutti i giorni, colazione, detersivo, libri, chitarra, radio accesa e via così.

Una cosa mi sembra sempre più chiara, e da questa settimana ancora di più: se tutti vivessero in affitto forse il mondo sarebbe un pò migliore. Perché è un modo per imparare a prendersi cura di ciò che non è proprio come se lo fosse, con la stessa attenzione che dedichiamo freneticamente a  ciò che ci appartiene. Ma, in fondo, cosa ci appartiene? Poco, per fortuna. A volte una casa, almeno fino a quando non la venderai. Forse una rosa, finché non appassirà. Mai la persona che ami.

Solo te.
Te sei tuo, se riesci a non farti fregare.


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giovedì, 12 ottobre 2006, ore 10:47
è questione di occhi

Majorana, la fisica quantistica e le ecografie d'autunno
[ racconto in tre (f)atti ]

PRIMO (F)ATTO.
Nella notte fra il 27 e il 28 marzo 1938 Ettore Majorana scomparve. A trentuno anni. Si imbarcò la sera su un traghetto che, da Palermo, avrebbe dovuto portarlo a Napoli. LA mattina dopo nessuno lo vide sbarcare e il suo corpo non è stato mai ritrovato. Oggi un altro fisico, Oleg Zaslavskii, propone la sua ipotesi: Majorana si sarebbe auto-inviato in mondi paralleli.

SECONDO (F)ATTO.
Nella notte fra il 12 e il 13 ottobre 20o6 un team internazionale di scienziati ha realizzato la prima reazione chimica fra materia e antimateria, evento che ha portato alla formazione della particella di nome protonio, costituita da uno ione di idrogeno e da uno di anti-idrogeno, cioè da un protone e da un antiprotone. Ciò vuol dire che è stata scoperta la ricetta per 'unire' materia e antimateria.

TERZO (F)ATTO.
Nella notte fra il 14 e il 15 ottobre 2006 un amico, né scienziato, né fisico, mi dice: "Caspita, ics in un anno ha conosciuto ipsilon, s'è sposata e ha già una figlia di quasi tre mesi". E su questo pensiero fatto parola ci beve sopra un pò di caipirinha. "Dunque, la prima ecografia l'ha fatta quasi un anno fa". Altro sorso. "E io non so nemmeno se doppia w vorrà venire a convivere.. cazzo, mai una certezza".

Allora rimetto insieme alcuni pezzi sparsi nel mio encefalo e tiro fuori dal primo (f)atto una considerazione: che Majorana sia vivo morto o in un'altra dimensione (o identità) non conta. Ciò che conta è che ci abbia voluto far sapere che il mondo è caso e probabilità. Come per l'esperimento del "Gatto di Schroedinger", fino a quando non osserviamo un evento (come il gatto chiuso in una stanza con un atomo radioattivo che, se decaduto, libererà un veleno e lo ucciderà), e cioè, fino a quando non sapremo come stanno le cose, ci sarà solo una sovrapposizione di stati vivo/morto. Insomma, è probabile che il gatto sia morto ma non è certo. Perché è probabile che l'atomo finirà per decadere, ma non sappiamo quando.

C'è poi un'interpretazione della meccanica quantistica che sostiene che ogni possibilità si verifica, ma in mondi diversi. Dunque, ci sarà un mondo in cui il gatto è vivo e uno in cui è morto. Ma questa è un'altra storia. A quel punto, dopo la terza caipirinha, mi viene in mente il secondo (f)atto. Ovvero, materia e antimatetia. Si/no. Vivo/morto. Positivo/negativo. Acceso/spento. Uno/zero. Ligabue/Vasco. Beatles/Rolling Stones. Amore/non amore.

E al mio amico l'ho detta semplice semplice col terzo (f)atto. "Fino a quando non saprai come stanno le cose, sarà solo paranoia.. quindi, tu proponi e aspetta una risposta". Un sorso ancora. "E' probabile che dica sì.. ma non è certo. Perché, come per gli atomi, io posso prevedere che, dopo un anno, su 100 atomi radioattivi 50 saranno decaduti. Ma non so quando un singolo atomo decadrà". Ammetto di averlo visto un pò sperduto. "Dai, magari ti dice sì", ho tagliato corto.

Poi torno a casa in scooter e sulla panoramica, che per i non romani è strada in salita (o discesa, dipende) con curve e spartitraffico, chiamata anche Viale Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che collega piazzale Clodio a via Trionfale alta, qualche metro s.l.m., insomma, sulla panoramica, su un muro della panoramica, vernice bianca su cemento, trovo la risposta, quello che avrei dovuto e voluto dire per cancellare tutte le insidie della ricerca di una certezza. La più bella frase d'amore degli ultimi mesi.

QUANDO IL MONDO PRECIPITA, ALLORA CI SPOSTIAMO.
                                                                                                         ti amo.

Perché è quando le cose accadono, e io le vedo e so come stanno, che conta. Prima è solo probabilità. Dopo è già caso. E' nel mezzo che c'è la vita. Ecco i tre (f)atti e la mia discutibilisima visione del mondo.

Meno male, c'è ancora caipirinha.


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mercoledì, 11 ottobre 2006, ore 10:26
è questione di occhi

Dopo aver letto La schiuma dei giorni sono ancora e sempre di più convinto dell'inevitabilità di vivere con tutto il dramma e la meraviglia che la vita si porta dietro.

Come dice Pennac nella conversazione in postfazione "la storia è una storia terribile, e quando la lessi mi sembrò stupefacente che uno scrittore riuscisse a utilizzare così bene la poesia e la leggerezza del meraviglioso per raccontare una vicenda assolutamente tragica".

Perché, in fondo, "nonostante l'orizzonte chiuso del romanzo, la forza e la presenza dei due protagonisti innamorati riscattano la storia, indicandoci che la vita vale comunque la pena di essere vissuta". Anche se tutto è perituro, ma ci imponiamo di non pensarlo, anche se tutto ciò che inizia ha una fine, e non vogliamo accettarlo, anche se continuiamo a raccontarcela per trovare una giustificazione che potrebbe non essere ciò che vorremmo.

L'amore non salva le persone dal proprio destino, ma salva la loro esistenza nel momento in cui esistono.


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lunedì, 09 ottobre 2006, ore 23:28
è questione di occhi

Prendermi sul serio*? No.. non voglio proprio. E, così, per fare da contrappeso alla faccia da piacione serioso della foto del blog, pubblico un puzzle dei video che questa estate abbiamo girato con le digitali da combattimento. Ecco, diciamo che se la vita è una combattuta voglia di fottere il destino avverso, contro il quale non si deve mollare mai, ho capito che ci sono occasioni in cui, invece, mollare deve essere l'imperativo. Beh, questo filmato è una di quelle. [ time 3:17 ]

 .

* che la cosmetico sennò se preoccupa!


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mercoledì, 04 ottobre 2006, ore 21:07
è questione di mani

Sono nato 4 ore fa.

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Dopo 9 mesi.

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Buon compleanno.


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martedì, 03 ottobre 2006, ore 15:17
è questione di mani

Le cose importanti le faccio o molto tardi o molto presto.
In mezzo, soltanto caos.

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Prendiamola fra le braccia questa vita danzante
[ Canzone popolare, Ivano Fossati ]


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