Di personaggi femminili della letteratura e della loro bellezza senza tempo.
Ovvero, si scrive della Sally Bowles di "Addio a Berlino" ( qui ) di Christopher Isherwood ( uscito per la prima volta nel 1939 ) e della Holly Golightly di "Colazione da Tiffany" ( qui ) di Truman Capote ( nelle librerie nel 1959 ). Due personaggi diventati celebri grazie soprattutto alla riduzione cinematografica che è stata fatta successivamente dei due romanzi; Sally, infatti, è stata interpretata nel 1972 da Liza Minnelli, e Holly da Audrey Hepburn nel 1961.
Ho visto oggi, per la prima volta, "Breakfast at Tiffany" ed è stato amore a prima vista. Con Holly, ovviamente, e di riflesso con tutta la pellicola. Ci sono quelle domande che almeno una volta ti faranno, del tipo, qual è il tuo film preferito? Beh, risponderei, il mio film preferito è un romanzo. Appunto, Colazione da Tiffany.
Cosa rende simili Sally e Holly?, mi sono chiesto oggi, visto che finito il film ho subito pensato a Cabaret. Direi il fatto che sono due pazze.. ma non del tipo un pò naif, che ci fanno, no, il loro 'essere pazze' sta nel credere veramente in quello che dicono, e quello che dicono non è assolutamente comune.
E' la loro capacità di essere necessariamente forti, senza discussione, nonostante una immensa ricerca di dolcezza e il desiderio di essere amate; è la loro stravaganza non cercata, né pensata, ma vissuta; è il loro fare i conti con le "paturnie" e le difficoltà come fossero esseri spietati, determinati ad inseguire soldi, denaro e uomini, mentre sono solo due angeli con le ali legate, impauriti.
Calvino ha scritto: "L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio". [ Le città invisibili ]
Bene, Sally e Holly sono il chi, in mezzo all'inferno, non è inferno, e per questo durano e durano e durano, facendo innamorare tutti. Me compreso.
Voto: 6.65
Questo, lo dico subito, è il mio giudizio in virtù di una media data dal 7.4 per l'intreccio narrativo senza sbavature (lo definirei una specie di noir ironicamente drammatico) e dal 5.9 della impensata (oh, almeno per me, e la Frà m'è testimone) linearità con cui si riescono a svelare due nodi del film.
Se lo si segue - come del resto dovrebbe fare chi va in sala, sennò che c'andate a fà al cinema? - non è possibile non subodorare subito una certa cosa sulla madre morta (tranquilli, non ho rivelato nulla, tanto che la pellicola inizia al cimitero).
E poi l'altro incastro lo capirete voi qual è.. dipenderà solo quando lo capirete: spero dopo che sia stato rivelato, cosìcché a voi il film possa piacere anche fino al 7.1 netto, senza medie di alcun tipo. La Penelope di Non ti muovere è ancora imbattibile per me, ma questa, davvero, è comunque una grande prova. E Carmen Maura, poi, mi fa impazzire.
ps. quando la cruz inizia a cucinare con tutte le verdure colorate, i peperori, i pomodori e le uova e la farina, non vi ricorda un pò la penelope di Per incanto o per delizia?
Dunque, post misto.

Per dire prima di tutto che finalmente domenica, dopo la calda, colorata, cantata e gustosa grigliata nel giardino di casa sua, ho comprato un quadro di Sabrina Marconi (visita il sito). Sissì, come l'inventore della radio, Sabrina Marconi.
Poi l'ho lasciato un giorno a terra per capire dove fosse il suo posto perché, mi sono detto, Amore (così si chiama l'opera) merita uno spazio speciale.
E ora che sto digitando sulla tastiera ce l'ho alle mie spalle, come una presenza rassicurante. Che ne so perché, ma mi fa 'st'effetto. E' praticamente in faccia al Daruma (curioso di sapere cos'è? Occhei, qui) che mi ha portato Luca da Tokio.
Non che voglia creare con coscienza uno spazio zen, è solo un caso. Che qui, tra angeli, buddha e affini, c'è posto per tutti; un pò come in quel santuario in Vietnam, non so se ne avete mai sentito parlare, dove ci sono le icone di tutte le confessioni religiose? Dai, quando mi viene in mente come si chiama, lo scrivo.

Così, ecco dove l'ho messo alla fine: doveva andare qui, sopra il mio letto ribaltabile e oggi troppo corto, visto che ci sono praticamente cresciuto dentro... fatemi pensare, ci dormo esattamente da... scusate, torno subito.
NO! L'ho chiesto ai miei. Non è possibile, però, no, dai, loro hanno detto che ce l'abbiamo dal 1980 circa questo letto. Caz... pita! Ecco perché non ci sto più dentro. Giuro, io mi ricordavo fossero più recenti, molto, più recenti, tipo anni '90, certi mobili. Che poi sarebbero comunque 16 anni fa. Ma che roba. Passa. Oh, come passa.
Passa talmente che, secondo me, a breve mi stupirò di essere già a scegliere il mio nuovo divano per poi ricordarmi che le mie chiappette ci sono sopra già da un decennio.

Miseria come va la lancetta. Comunque, post misto era, doveva essere e post misto sarà (anche se c'è in realtà un filo metafisico che lega tutto il discorso).
La domanda che mi sono fatto una volta in chiesa, mentre sfogliavo questo libretto che poi mi sono tenuto, no?, è piuttosto semplice, forse anche un pò retorica e apparentemente blasfema, e cioè: ma se c'è andato pure Lui agli inferi, vabbé, per poco, per un attimo solo, tre giorni, rispetto all'eternità, dico, ma se c'è andato comunque pure e proprio Lui, che fra tutte le persone che mi ci immaginavo io, mica lo mettevo nell'elenco dei passanti per quelle parti, se c'è andato anche Lui, no?, dico, come posso immaginare di scamparla io??

Nuova puntata della serie che appassisce la rete.. oddio, no! Volevo scrivere appassiona, giuro.. vabbè, comunque è pronta. Ci sono molti modi di affrontare una domenica mattina. E questo è sicuramente il mio. Beh, in linea di massima, poi qualcosa cambia. Tranne la colonna sonora. [ time 2:34 circa ]
ps. ora un boccone e poi Volver.
Andata, C. & A., marito e moglie. E per la testa di uno che ha letto in chiesa, che si è seduto al tavolo dei Tulipani (mentre gli sposi erano alla Rosa), con 4 coppie consolidate (almeno dal tempo), vicino a un futuro sposo il 22 luglio, di nuovo auguri Gabriele, che molto probabilmente non incontrerò mai più; come accadrà anche per la tipa con cui mi sono fatto una Celia Cruz (La vida es un carnaval) anca/bacino/ondulatorio/sussultorio ma senza esagerare, e per Vittoria che ho preso e girato tra Love Generation e Gloria Gaynor, scambiandoci il bicchiere di Cuba Libre, e con la tipa che c'aveva il ragazzo in finestra con cui stava scattando un lentone, Easy dei Faith No More (my god, sono stato uno strabevutissimo promiscuo, consapevolemente promiscuo) - se non che il ragazzo ha fatto capire che non sarebbe stato molto contento, e allora me lo sono fatto con Gina, il lento, sospesa a venti cm da terra, che mi diceva, ma te sei pazzo, ma te sei pazzo, solo perché ci ballavo tenendola col braccio a 20 cm da terra mentre Luciano ci guardava e si faceva delle risate a vedere la sua donna così, sospesa, a 20 cm da terra - beh, dicevo, per la testa di uno che ha tutto questo negli occhi, c'è spazio per solo un pensiero: vedere la tensione di quei 20 metri tra l'ingresso di Sant'Alessio all'Aventino e l'altare, con l'organo, la faccia felice e un pò tesa di lui, che aspetta lei, col papà sotto braccio, con il cuore in gola, trasformarsi in abbandono è stata la cosa più bella di oggi. Pure in un oggi così pieno di cose da raccontare, l'immagine da tenere sarà sempre quel loro sguardo che, stile faro traente di Guerre Stellari, li portava uno nella vita dell'altro, ancora di più, ancora una volta, ancora e così sia.
Sù le mani, alleluja.
ps. vi risparmio il menù di Villa Miani, che stavolta non reggereste..
Sto uscendo, fra un'ora inizia la cerimonia. C. mi ha scritto un sms, aiuto. Gli ho risposto, nonnònononooo... per me, è una cosa fichissima. L'aiuto serve per le cose grigie come la dichiarazione dei redditi...
beh, poi vi racconto.
Un bel respiro. E via.
IL grande
aMoRe
è caNNiBale
e divoRa me.
Sono appena tornato da una serata della V edizione del Festival della letteratura (ecco il programma) nella Basilica di Massenzio. Un luogo che ti fa venire voglia di non lasciarla mai, Roma, pure con il suo traffico, la sua fretta e le fontane piene di piume di piccione. Erano di scena la Santacroce (il suo blog) e Gianna Nannini. Lei che legge pagine scritte apposta per l'occasione, l'altra che suona per lei e legge un estratto dall'ultimo libro "Zoo", Fazi Editore.
Coppia esplosiva, nonostante tutto. Nonostante prima di entrare e di sedermi pensassi che ne è passato di tempo dalla gioventù cannibale e che per sperare di rinnovarsi a volte si finisce per crearsi dei ruoli che fanno cornice intorno al già detto-già sentito; nonostante il vento costante e affilato nella camicia, la fame e il microfono che non andava.
Nonostante Fluo e Luminal (scommetto di essere l'unico di voi ad averne visto il film, peraltro riuscito, al Riff di due anni fa) fossero storia. Spietata, invadente e fastidiosa, ma pur sempre storia. Dunque, passata. Nonostante un pò di queste cose, insomma, Isabella ha saputo essere vera. O almeno crebibile. Voglio dire, non me ne frega un cazzo se lei ci fa o c'è (a questo proposito Niccolò Ammaniti ha scritto che è, in genere, la domanda che tutti gli fanno quando sanno che sono amici).
L'essenza di Isabella, per me, semplice lettore o curioso o appassionato di incontri e libri, sta nella sua capacità di farti sentire il dramma della solitudine (quel madre senza madre ripetuto ossessivamente sul palco), il vuoto di speranze vane (quel corridoio e in fondo una luce), il desiderio di se stessi (quel magnificaaa urlato sotto il cielo di Roma) come fossero veri. Perché, in realtà, sono veri.
Se pure ci facesse soltanto, però, lo fa bene. E questo conta, per me. Quando leggo, quando incontro, anche se fugacemente, quando ho davanti la vita, quando ascolto parole di altri. Il farmi sentire che è come vero. Perché quel come vero è il vero che sto guardando in faccia. E se ti guardo in faccia e mi fai sentire il tuo dolore, non puoi farci soltanto.
Ora vado che, inoltre, in serate come queste, quando ti capita una filippina 60enne e sovrappeso che piscia accovacciata fra due macchine prima di piazza della Repubblica, una banda di Fiesta anni '90 col cofano e gli sportelli aperti e salsa-merengue a tutto volume, una fila di detenute sedute davanti a te, meravigliosamente fan di Gianna Nannini, e uno stomaco che brontola perché ha fame, fame, fame, non puoi non sentire la necessità di raccontare altre storie. Le tue storie. Perché adoro leggere, è vero, ma ora, adesso più che mai, in questo pezzo di vita, sento anche una necessità di scrivere che non avevo mai avuto così nitida. Cioè, molte delle mie cose narrative sono successe per caso, diciamolo, ma ora voglio che siano volute.
Tanto più che il mio editore (in realtà, si potrebbe anche dire che sia io ad essere suo) pensa di pubblicare un libro di racconti, e secondo noi, tu... e così sto avendo spunti che se davvero riuscissi a plasmare come immagino saranno buoni. Davvero. Sempre se, certamente. Mare, ti dico, tu essi pronta (come diceva mia nonna) che c'ho 'nsacco de robba. Piccola, sparsa, sussurrata, ma vera. O, comunque, credibile.
Notte, io vado a scrivere.
Ps. L'immagine di Isabella l'ho trovata qui e, nei ringraziamenti, in basso c'è anche il caro moroz.. chi ha letto, per esempio, Black Out oppure è venuto alla presentazione de L'istinto e il caso da Bibli (leggi il post) sa di chi sto parlando.
L'altra sera, martedì sera, mentre mangiavo il mio Magnum Double Chocolate sul divano prima di andare a dormire, verso mezzanotte sono inciampato su questa serie televisiva, Prison Break.
E stata la prima volta, per cui mi riservo di dire qualcosa fino a martedì prossimo. Però va detto che non mi ha fatto cambiare canale. Ed è già molto, vista la sovrabbondanza di storie che finiscono per assomigliarsi tutte.
Inoltre, sempre di notte, sempre col Magnum, sempre prima di andare a letto, c'è Avere Ventanni che trovo valga la pena di seguire, con Massimo Coppola, e la meravigliosa fucina di note meno note che è brand:new, con Paola Maugeri.
Ecco una parte della banda con cui si esce e si parcheggia in doppia fila, si chiacchiera, si beve, si litiga, si chiama, si va al mare, si fotografa, si organizzano le vacanze in barca (già lo so, qualcuno darà di stomaco sul mio costume nuovo), ci si abbraccia, si colpisce per errore, si accompagna senza casco, si parla di sesso e dell'ultimo libro di Fabio Volo, di voglia di lei e basta con lui.
Così, volevo presentarveli, visto che fanno parte della mia vita e che queste pagine sono comunque cronache di un'esistenza (pur se solo di un aspirante me stesso). Caspita! Li conosco da 20 anni.. e, uscita dopo uscita, ma quanti baci ci saremo dati per dirci ciao?!

Promemoria.
In linea di massima, un costume che mi piace l'avrei puntato e - mi sa - nel weekend me lo faccio fuori. Contante, preparati ad essere sparato via dalle mie tasche. Per il passaggio all'Avis, invece, devo aspettare la prima settimana di giugno.
Ps. può donare una persona tra i 18 e i 60 anni (se donatore di sangue intero) e 65 (età massima per proseguire l'attività di donazione per i donatori periodici); peso minimo indispensabile 5o Kg. Su su, un bel respiro. Ci pensate almeno un pò?? Eddai...