Email(edico la posta elettronica).
Apro outlook, ricezione posta in corso, 8 nuovi messaggi. Fico, mi dico sfregandomi le mani. E penso chissà chi mi ha scritto in una notte?, visto che alle 22 di ieri sera, di chiusura in redazione, al controllo della posta non c'era alcun messaggio. Bene, ecco l'elenco (e credo che nessuno dei sottodetti alias trapocoelencati potrà rompermi le palle con la storia della privacy*): Sim Perez, oggetto: assorted cryptic; Arthur Navarro, oggetto: ensemble; Ross Mcmahon, oggetto: latest for meeting with vicky; Maggy Magee, oggetto: funnies; Josiah Matos, oggetto: Fwd; Roger Brown, oggetto: grizzly bear. Poi, almeno, la mail di un amico e una di ebay per ritirarmi sù il morale. Eh, che culo.
*visto che io non so chi cazzo siano 'sti disperati che si inventano i nomi per scrivermi con lo spamming automatico per offrirmi di enlargire my penis up to 10 cm or up to 4 inches.

Un pò di rassegna stampa al passato (in fondo, quando me ricapita* di andare su 'La Repubblica' e 'Trovaroma').
:
: credere ai miei occhi. Grazie a chi me l'ha ricordato e ha recupritagli. *devo credere ai miei occhi. Grazie a chi me l'ha ricordato e ha recuperato i ritagli (pà & mà). . . .
.
PS. E grazie ancora a Gianluca, bella moroz.
A presto, Fabiano
Ho ripreso preatletica dopo 5 mesi di stop. Sìì! E' questa è la notizia bella. Fino al secondo minuto della fase di riscaldamento mi sentivo di carne, fiato e ossa (se vogliamo parafrasare un pò la Gianna Nannini), poi dal terzo al trentaquattresimo una serie di spasmi muscolari mi iniziava a chiamare per nome.. fabianooo... fabianoooo.. che cazzo ti sei messo in testaaaa?? Infine al 35esimo minuto di corsa continuativa della fase di riscaldamento mi sono trasformato in un pioppo in una terra di stenti. Quadricipiti de legno massiccio. E' questa è sempre la bella notizia.
Poi sono tornato a casa e mi sono spazzolato due ariste (medie, eh?) di maiale e una mezza teglia di patate al forno. Un litro di acqua. Mezzo caciocavallo affumicato e otto fette di lonzino. Per chiudere con una mela e due cucchiai di miele di acacia che mi hanno zuccherato le labbra di buono. E' questa è sempre la bella notizia.
Poi mi sono tolto jeans, scarpe e boxer di intimissimi. In questo ordine. E ho praticamente distrutto i pantaloni. Bene, ecco la brutta notizia.
Io lo so, non ne uscirò vivo... da questa vita.
Sono appena tornato a casa dopo aver visto RENT (passa dal link e senti le canzoni in alto a destra), un musical bohème. Nel senso che è la versione cinematografica dello spettacolo di Broadway* che ha trasformato, a sua volta, La bohème di un certo Giacomo Puccini.
Incredibile. D'accordo, ammetto di avere una predispozione positiva al genere, ma, santocielo, due ore piene di incredibile, necessaria vita ti rimettono al mondo. E, insomma, alla fine pensavo che ho 31 anni e tra appena 60 già non ci sarò più. Cazzo, che malinconia. Già mi manco.
* musical book music and lyrics Jonathan Larson.
Fanculo ai navigatori satellitari GPS. Io voglio perdermi per scoprire posti nuovi. Fanculo a Sky. Io amo la polvere che si muove nella luce sparata dal proiettore dentro una sala buia. Fanculo alle Replay. Mi piace poter fare una linea sulle parole. Fanculo a chi non sogna più. Io desidero ancora. E fanculo a me e alle mie labbra, quando baciano solo per avere e non per amare.
E se un giorno ti dicessi
tradisco tutto e tutti per restare fedele almeno a me stesso?
Non ve lo avevo detto, perché per problemi di distribuzione non sapevo se sarebbe mai uscito in Italia, ma ora - visto il successo della pellicola pilota con James Franco e la carenza di storie d'amore nelle sale cinematografiche - faranno arrivare anche da noi la prima e originale versione di questo film! Lo abbiamo girato in irlandese antico, la lingua di Ae fond kiss.

Durante le riprese sarebbe iniziata anche una storia con Sophia, donna di dolcezza straordinaria; solo che.. beh, non gliel'ho mai detto. Sapete, mi guardava con quegli occhi e mi spiazzava. Poi non l'ho più cercata, e lei non mi ha più cercato (forse da quando ha scoperto che vivo ancora con i miei, a circa 15.000 km di distanza). Direi che mi sta bene, così la prossima volta la finisco di fare il timido ubriaco.
Terminate le riprese, comunque, mi sono consolato con un posto nella Walk of Fame per la mia interpretazione, "dotata di quella delicatezza che rende ancora più crudeli le scelte di un uomo". Queste le parole del giornalista del Los Angeles Times. Che non saprei bene cosa abbia voluto dire ma, sapete, quello che scrivono i critici è una religione. Questione di dogma. E così eccomi, il giorno dell'inaugurazione della mia stella.
ps. La fotografia me l'ha scattata Vincent Gallo*. Ciao Vince, ti adoro.
.
* Come sempre i grassetti ti portano in link per approfondire. E come sempre, un evviva alla fantasia.
A. A. A.
ragazzo moro con amica ninfomane scambierebbe vibratore quasi nuovo con phon.
«Bele amie, si est de nus: ne vus sanz mei, ne mei sanz vus!».
Il romanzo più celebre della letteratura cortese, considerato ancora oggi tra i migliori della letteratura universale, di matrice celtica (forse nato in Cornovaglia, come suggeriscono i nomi delle località, o basato su un’antica leggenda irlandese in cui Essylt, Isotta, ama Drystan, Tristano), appartenente al ciclo arturiano e pervenuto in versioni frammentarie che hanno obbligato una paziente ricostruzione filologica. Una delle storie più belle mai raccontate: quella d’una passione adulterina, destinata dunque a concludersi tragicamente, nec sine te nec tecum vivere possum; la vittoria dell'amore tout court su qualsiasi altro vincolo (in questo caso sul vincolo matrimoniale), anche se di un amore che regna senza splendore. Tutto questo è la leggenda di Tristano e Isotta. Tutto questo si aspettano i miei occhi nel buio di una sala.
[ Aggiorno il giorno dopo, 21.04 ]

Voto: 6.7
Non tanto per il film in quanto riduzione hollywoodiana. Non per le immagini di un'Irlanda del Nord grigia e desolante. Né per un'interpretazione tutto sommato pulita. Quanto per due momenti precisi: quello in cui Tristano osserva senza essere visto una complicità che fa male fra il suo re e la sua Isotta, al mercato, dopo essere scomparso per alcuni giorni proprio per non dover vedere insieme le due persone che ama di più costruire il suo dolore; e quello in cui, ancora al mercato, vicini, accanto al re, si sono scambiati furtivamente una stretta di mano, con quelle dita a stringersi forte con paura e, forse, speranza di essere scoperti per non dover nascondersi più.
In quei due momenti precisi ho ricordato cosa può voler dire accecante gelosia e desiderio incontrollabile. Ho ricordato temendo la prima, allontanando subito quella sensazione, e ho ricordato assettato il secondo, che manca ancora, da tanto, da quando c'è stato e non c'è più. Poi, forse, ho anche temuto il secondo e sentito la mancanza della prima. Non so. Ad ogni modo, quello impossibile è l'unica possibilità che mi concedo di pensare, se penso ad amore.
shot the difference


Occhi bene aperti, mi raccomando.
Ps. Ehm, sempre che sia ancora credibile, è un buon film, di sentimenti e quel pizzico di follia, con una bellissima colonna sonora.