Oggi la mia terza chitarra, la prima acustica, compie un mese. Grandiosa! Dopo anni che non ne prendevo più una fra le mani, trenta giorni fa mi sono detto: basta mutande rosse per il primo, quest'anno una Yamaha nera. E così chitarra fu.
In questo mese mi sono massacrato quanto basta; per rendere l'idea, penso che prossimamente farò una scansione delle dita della mano sinistra. Le abitudini passano e la pelle cambia.
Mi fa impazzire. Suona proprio come.. come.. come ho sempre sentito fare a quelle che vedevo ai tempi del liceo nelle mani di Massimo Riva o del primo Ligabue, oppure degli Extreme e dei Red Hot nei video in tele. Quando c'erano VideoMusic e Dj Television.
Ora, lo dico inter nos, More than words sarà pure bella, sì, per carità, ma m'hampò rotto le palle. Però ammetto che alle 4 di mattina del 1° gennaio ci stava tutta. Gli anni vanno e la musica resta.
Finalmente lunedì.
Non ho ragazze che mi lasceranno per colpa mia.
Non sono stato neanche beccato dalla polizia.
Nessun augurio che mi si spezzi il collo entro mercoledì.
Nessuna che verrà a prendere cose che ha, dice, dimenticato qui.
Amo quel giorno lì.
Soprattutto i lunedì di settimane di un certo tipo.
Quando sai che qualcosa è nell'aria. E, allora, respira.
BUON inizio SETTIMANA a tutti.
Voto: 7.4
Sono sicuro che rivederlo sarà un bene. Che la fortuna incida molto in una vita. Che questo punto di vista destabilizzi chi conta su se stesso. Che l'assenza di scrupoli sia pericolosa. Che la passione non si debba evitare ma possa finire. Che la tentazione sia estremamente dirompente. E l'ossessione controproducente.
Il talento? Utile. La fortuna? Indispensabile. Pellicola dalle immagini nitide, pulite, impeccabili, che contrastano il torbido della storia. "Meglio mentire a modo proprio che dire la verità nel modo di un altro. Nel primo caso sei un uomo, nel secondo un pappagallo".
[ Delitto e Castigo - Fedor Dostoevskij ]
Diciotto paia di Converse in trentuno anni. Se ricordo bene. Sarà record? Le ultime, qualcosa di simile.
Prima rosse.
Poi viola.
E beige.
Gialle.
Schizzate.
Sfumate.
Di verde militare.
Rosse bis.
E via così.
Sulla mia strada.
Ieri sera, Teatro Testaccio.
IL TRIO SI FA IN QUATTRO
di e con Francesca Milani, Danilo De Santis, Virginia Raffaele.
Le cose che capitano, capitano per caso? Perché quando si cerca una cosa, se ne trova un'altra? Perché è forse l'altra che, in verità, si sta cercando? Se il 'destino' ci mettesse di fronte alla possibilità di risolvere il problema che più ci affligge, ribaltando altresì la nostra quotidiana realtà, non la coglieremmo al volo.. quella possibilità?
Ve lo descrivo così: una divertente commedia sulla casualità e l'impunità.
Tonight, Ivan Segreto in concerto.
"So che non è stato un bene, il coraggio può mancare soprattutto quando il tuo cuore non lo conosci ancora bene. Quindi, solo per concludere, spero tu saprai aspettare che col tempo, magari poi non tanto, anch'io imparerò a volare".
[ Vola lontano ] 
Sto pensando cosa mettermi.
L'insolito dilemma: dandy o casual?
E la solita risposta: dandy. As usual.
Voto: 7.6
Una commedia che ride in faccia alla guerra e alla morte. Irriverente, divertente, cinico e pacifista. Un ospedale da campo di chirurgia militare (Medical*Army*Surgery*Hospital) in cui si evidenzia ancora una volta l'inutilità e la tragica assurdità di ogni guerra con cinismo e un pizzico di blasfemia - se avete presente Il Cenacolo di Leonardo potrete capire - e in cui l'esistenza si aggrappa con i denti all'humour (anche nero) dei pochi sani di mente che esistono al mondo: i pazzi di vita. Anticonvenzionale, era il 1970.
L'odio ti rende impotente. L'amore ti rende pazzo.
Più o meno nel mezzo si può sopravvivere.
[ Getta la mamma dal treno - Danny DeVito ]
Voto: 7.0
La storia (del film) era nota. La stima (al regista) era data. La voglia (di vederlo) era molta. Sommando tutto ciò alla visione, però, la media fa solo sette. Dico e sottolineo solo perché pensavo di andare a vedere una pellicola che mi coinvolgesse completamente anche senza immedesimazione. Diverso il coinvolgimento dall'immedesimazione. Sono rimasto soddisfatto a metà: cioè, coinvolto 58, immedesimato 11. Totale 69 (%). Insomma, quasi da sette. Ma il coraggio di portare sullo schermo il romanzo, la scelta delle immagini, un Wyoming desolato e desolante e una frase tra le altre valgono il voto.
Ennis del Mar: "Non ero nemmeno tanto divertente".
Lei: "Guarda che le ragazze non si innamorano di chi le fa ridere". Poi trattiene le lacrime, si alza e se ne va.
Di notte.
Ormai si tratta di una regola. Non so come, non so quando, ma è successo di essermela trovata addosso. La regola, intendo. E, da quel momento, quando mi capita di incontrare una lei con cui sento potrebbe accadere qualcosa - e ancora non è accaduto nulla - arriva anche una domanda prima di addormentarmi: se fosse accaduto quel qualcosa (di qualsiasi tipo), avresti avuto voglia di chiamarla domani? Tempo fa la risposta sarebbe stata forse, ma sì, vediamo come va. Invece, da un pò, è più semplicemente e tranquillamente no, non la chiamerei. Almeno, in questo modo, non illudo nessuno. Prima di tutto me.
Confessioni di una mente pericolosa(mente libera).
Felice di esserlo. Bene, vado al cinema.